Questo blog nasce dall'osservazione del nostro comportamento a tavola. Si mangia, si beve, si parla, si discute di tutto e durante il pasto siamo circondati dalla vita intera con tutte le emozioni: si ride, si piange, ci si innamora, si decidono destini della nostra vita, guerra e pace, rapporti di lavoro e di amicizia.
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sabato 6 febbraio 2016

Presentazione del Film ULTIMA FERMATA con ClaudiaCardinale

Ieri 5 febbraio 2016 sono stata gentilmente invitata dalla mia amica Margi Villa Del Priore alla presentazione del film ULTIMA FERMATA dove lei è stata aiuto regista del Maestro  Giambattista Assanti .
Il tutto si è svolto all'Istituto dell'Enciclopedia italiana Fondazione Treccani a Roma dove erano presenti addetti ai lavori e critici tra i quali il Dott. Enrico Magrelli che ha fatto un interessante intervento tramite domande alla signora Claudia Cardinale e al Maestro Giambattista Assanti
Vista la grande affluenza di pubblico la Fondazione Treccani ha messo a disposizione tre sale con grandi monitor tecnologici dai quali è stato trasmesso il film in contemporanea
Nel film c'è la partecipazione straordinaria della signora Claudia Cardinale che alla fine della proiezione si è generosamente intrattenuta con il pubblico
La signora Claudia Cardinale icona del cinema mondiale mi ha stupita ed emozionata per la sua straordinaria umiltà e ai miei complimenti per questa sua dote mi a detto "io sono normale" certo oggi essere normali è un fatto straordinario. Una donna semplice e fantasticamente bella dentro e fuori .
Le ho detto che anni fa ho conosciuto Pasquale Squitieri  durante un provino e lei ha detto "l'unico uomo della mia vita" che bella dichiarazione d'amore in un mondo così traballante e senza valori morali.
La mia amica Margi Villa del Priore sta preparando una tesi in Storia del cinema su questo film e noi tutti le facciamo tanti in bocca al lupo.
Oltre a tantissime maestranze del cinema c'era anche il direttore della fotografia Gianni  Mammolotti che ha girato la scena tra la signora Claudia Cardinale e Sergio Assisi; anche lui come tutti i grandi disponibile e gentile
La straordinaria Fondazione Treccani ha messo a disposizione una sala fastosa con un buffet ricco e delicato il tutto bagnato da vino rosè
Guardando il film mi hanno dato emozione i luoghi accompagnati dalla musica in una modernità di note di Paolo Iannacci
I miei complimenti al Maestro Giambattista Assanti , agli attori , alla troupe, e soprattutto al produttore Francesco Dainotti che ha fortemente creduto in questo progetto
Inoltre il Maestro Pupi Avati ha consegnato il premio Senese D'Oro a Giambattista Assanti come miglior film del festival di Siena nel mese di novembre
Dal giorno 10 febbraio 2016 potrete emozionarvi con ULTIMA FERMATA  al cinema Eden a Roma



 
Girandola di miele! Ely

sabato 2 febbraio 2013

Panbellezza di Anna Barbieri e Giovanni Venneri presentato alla sfilata d' Alta Moda di Antonio Ventura de Gnon

La Storia del Panbellezza comincia dalla mia infanzia quando i miei nonni, che erano contadini colti, sapienti e saggi, per farci mangiare ci raccontavano i magici poteri di ogni pietanza attraverso i quali era possibile crescere sani e diventare belli.

E’ così che il grano faceva diventare biondi come le sue spighe al sole; il pane d’orzo, che non gradivamo particolarmente, bisognava mangiarlo perché faceva diventare bianchissimi i denti; l’olio d’oliva rendeva lucenti e folti i capelli; i legumi, gli ortaggi e la frutta rendevano setosa e colorita la pelle; il latte e le uova rafforzavano le ossa per cui diventavamo invincibili; il pesce con il suo contenuto di fosforo era necessario al cervello per farci intelligenti; la carne serviva per il sangue e così via.
C’erano poi gli alimenti veramente magici che ci incantavano: l’Aloe che in casa era utilizzato per guarire presto dalle sbucciature alle ginocchia e i Melograni, le Feyose e gli Agrumi che disinfettavano dall’interno per cui diventavamo sanissimi e quindi belli.

Questo retroterra culturale ha influito molto nella scelta dei miei studi e quindi nell’applicazione pratica attraverso la professione d’Estetista, è sempre per questa ragione che mi sono orientata ad approfondire scientificamente le proprietà di ogni sostanza e di ogni cosmetico facendo gemmare la formula del rigore scientifico al mio settore per un sentire condiviso e ragionato con le mie clienti finalizzato alla formazione corretta delle nuove generazioni che costituiscono le future prospettive della società Italiana.

Devo dire che nei 46 anni di attività questo “credo” non mi ha mai tradita e, anche se non è stato facile, le mie clienti mi hanno seguita diventando esse stesse fonti preziose per arricchire ulteriormente con le loro informazioni il mio sapere.

Da tutto questo è scaturita molto naturalmente l’esigenza di creare un prodotto alimentare che fosse unico nel suo genere e che interpretasse il concetto di: “Alimentazione, Salute e Bellezza” ma il progetto ha preso forma solo perché ho avuto la fortuna di conoscere Giovanni Venneri; Pasticcere raffinato, di antiche tradizioni, puntiglioso, attento, severissimo nella scelta di materie prime, sempre in cerca di verifiche, sempre in gara con se stesso.
Ogni sua creazione è frutto di ricerche approfondite sulle proprietà delle sostanze utilizzate, (collabora con un gruppo di giovani ricercatori dell’Istituto Costa di Lecce “premiati dal Presidente della Repubblica”) con un innata eleganza nel porgere e nel fare e con una qualità rara ai giorni nostri: l’Umiltà.

Il Panbellezza è nato nel suo lucentissimo laboratorio in cui mi ha accolta con curiosità ma anche, con estrema naturalezza, mettendosi con entusiasmo e competenza a provare e riprovare finchè l’opera non  è stata definita rispettando tutti i canoni: organolettici, calorici e approvato dagli organismi competenti.

Le mie conoscenze e la sua abilità professionale hanno consentito la nascita di questo nostro primo prodotto dolciario sano, genuino, gradevolissimo al palato e che grazie ai suoi ingredienti, amiamo definire anti età.

Un vecchio proverbio afferma che siamo ciò che mangiamo, l’estetica del 3° millennio ne siamo convinti, si avvarrà sempre più e meglio del contributo alla salute e alla bellezza che ci permette l’Alimentazione.
                                                                                       


mercoledì 30 gennaio 2013


AltaRomaAltaModa, il salentino Antonio Ventura re per una notte


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dal nostro inviato Francesco Greco. ROMA – Alla fine è magicamente apparsa la donna-ragno (foto a sinistra di Mauro Rosatelli), commovente tribute alla sua terra, la demartiniana “terra del rimorso”, o della sete, che ha plasmato il suo dna, il gusto estetico, la sensibilità. Il pubblico ha capito: è stata standing-ovation. E così Antonio Ventura de Gnon (al centro nella foto di Michela De Nicola), dopo 10 anni di assenza, è stato re di Roma per una notte alla fashion week AltaRomaAltaModa, sfilate primavera-estate 2013. L’emozione era così intensa che ha fatto solo metà passerella, lasciando tutta la scena alla performance demenzial-futurista di Enrico Lucci (Le Iene) in abiti da donna.

   E ora la collezione, al grido di “Il mondo ha fame di stile italiano” e citando Dostoevskij (“La bellezza salverà il mondo”), parte alla conquista dei mercati globali, in un momento certo difficile, ma il made in Italy, stile, classe, raffinatezza, hanno storicamente un irresistibile appeal e possono rappresentare la password ideale per  far passare, citando Eduardo, la “nuttata”. Se solo fosse sostenuto dalle istituzioni. Non è un caso che la collezione presentata nella deliziosa location delle Officine Farneto, a Roma, si intitola “VolerEssere”, quasi a sostanziare un’autostima necessaria per superare il default, come creativi e come sistema-Paese, coscienti che, come diceva Marguerite Yourcenar “siamo tutti responsabili della bellezza del mondo”. E la fiducia nella sua arte, la coscienza della propria grandezza, la modulazione geniale del suo essere uno stilista famoso nel mondo, caratterizzano la sua avventura sin da quando, ragazzo, lasciò Terra d’Otranto (è nato a Taviano, nel Leccese, unico maschio in un gineceo di sorelle e zie) per intraprendere gli studi universitari.

   Da oltre quattro lustri firma collezioni di pret-à-porter che intrigano il jet-set internazionale, ha vestito due Miss Mondo, poi un’intera collezione per la finale nazionale di Miss Mondo (2006), ha firmato un abito che rappresentò l’Italia a Londra (a una kermesse di gioielli). Nel frattempo, dal 2001 è costumista Rai e scrive su prestigiose testate di Alta Moda. Vive fra la Capitale e New York.

   A Roma il couturier pugliese è amatissimo e stimatissimo: ha avuto l’ennesima conferma che la sua stella è viva e brilla più che mai in un momento storico caratterizzato da proposte déjà-vu. La conferma in un evento (sostenuto da Italian Beauty Line e A&A Italian Fashion, ripreso e trasmesso da Rai2) che ha richiamato, grazie a un prezioso, certosino lavoro di pr di Emilio Sturla-Furnò, oltre 500 ospiti: la Roma-bene che ama il bello, buyers da tutto il mondo. Parterre ricco dove fra gli altri si notavano Valeria Mangani, Stefano Dominella, Ada Alberti, Franco Oppini, Elena Russo, Elisabetta Pellini, Marina Pennafina, Vincenzo Bocciarelli, Rodolfo Corsato, Roberta Beta, l’ambasciatore d’Austria Christian Berlakovitz, i giornalisti Maria Concetta Mattei, Camilla Nata, Antonio Pascotto, l’on. Antonio Paris, gli stilisti Nino Lettieri e Massimo Bomba, Mara Parmegiani, la psicoterapeuta Irene Bozzi, Bianca Maria Lucibelli Caringi, il principe Carlo Giovanelli, il marchese Giuseppe Ferraioli con Olga, il costumista Francesco Crivellini, il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, la contessa Alessandra Olga Baglioni, la baronessa Cetty Lombardi Sartriani, lo scenografo Gigi Riggio, ecc.

Al centro il couturier pugliese Antonio Ventura (foto di Michela De Nicola)
   Amatissimo si diceva: alle modelle si sono mescolate - adottando un format un pò ironico un po’ trasgressivo, un sacco postmoderno – le sue amiche in veste di guest star: da Nadia Bengala a Vira Carbone, da Carmen Di Pietro a Valeria Oppenheimer e Maria Chiara Cudillo. Il pianista Luca Scognamiglio ha accompagnato Juan Odierno col suo repertorio cosmopolita: Mambo Italiano, Nostalgia, Verde Luna.

   In passerella 30 abiti  in lino e seta (resi unici dai “gioielli non gioielli” di Ilaria Pascali, le borse di Eleonora Manara, linea Petronilla, gli insert in pelliccia di Alberto Leonardi, le acconciature di Sergio Valente, il Make Up di Studio 13), e ognuno rappresenta una citazione della sua terra, il Salento, che si porta nei cromosomi, pregno delle insospettate tonalità e solarità della natura: il verde dei campi avvolti nel silenzio dell’abbraccio rassicurante dei maestosi ulivi secolari, opere d’arte, il blu in tutte le sfumature del mare che da Otranto a Gallipoli e Leuca circonda il suo paese, e poi il grigio delle giornate uggiose di scirocco unto di sale e il caldo marrone della terra che in autunno si apre e che nel grembo accoglie il grano. I tessuti si posano dolcemente sul corpo accentuando la morbidezza delle curve: è il trend “scoperto” anche a Londra. Una collezione soirée in seta che dà luce e richiama la luce grazie a un sapiente gioco di contaminazioni giocato su innesti di micro perle, taffetà con richiami cornely, tulle, voile sfumati. Il lino non è il must per la sera, ma è valorizzato da ricami a micro-paillettes e pizzi vintage. Il nero opaco e lucido non può mancare in una collezione che si rispetti, come la sposa, che Ventura “vede” avvolta in una nuvola di pizzi in maglia di lino color avorio. Proposte che sfidano la crisi: gli abiti infatti possono essere facilmente trasformati da giorno a sera con semplici mosse: “In momenti come questi – osserva Ventura – si deve aguzzare l’ingegno: essendo il tessuto dell’abito privo di tagli è possibile disfarlo e ricucirlo: una nuova creazione così prende vita”.

   Sorride enigmatico, a metà tra il filosofo ateniese e il guru in un tempio orientale: “Queste proposte sono l’insieme dell’Essere e del Volere”. Altra standing-ovation. Intimidito si rifugia nel backstage. Per la serie: “Eccellenze di Puglia”. Chapeau!

Sfilata d'Alta Moda di Antonio Ventura De Gnon

LA MODA DI ANTONIO VENTURA DE GNON


Sfilata di moda di Antonio Ventura de Gnon, lo stilista e costumista televisivo salentino applaudito da oltre cinquecento ospiti presso le Officine Farneto di Roma.
Trenta gli abiti della collezione realizzati in lino e seta imbevuti nelle tonalità della natura. Tessuti leggeri nelle gradazioni del verde, blu, marrone e grigio che Ventura de Gnon traduce in silhouette morbide sul corpo. “E’ l’insieme dell’Essere e del Volere” – ha affermato lo stilista.
Leggerissima la collezione soirée presentata: seta incrostata da micro perle, tulle, taffettà con ricami cornely, voile sfumati e lino. Quest’ultimo - tessuto inusuale per la sera – è stato impreziosito da ricami a micro-paillettes e pizzi vintage, incroci. In passerella immancabili le toilette soirée in nero opaco e lucido. Strascichi e scollature appaiono in tutte le creazioni personalizzate da bretelline gioiello della designer Ilaria Pascali, realizzate in pietre dure dai colori caldi come topazi, agata, corniola, malachite e onice. Acostata ad ogni abito, una borse della linea Petronilla di Eleonora Manara. E - in risposta alla crisi – Ventura De Gnon ha creato abiti trasformabili da giorno a sera con semplici e piccoli gesti. “E proprio nei momenti difficili che anche il couturier deve aguzzare l’ingegno” – ha spiegato Ventura de Gnon – “Il tessuto dell’abito si può riutilizzare poiché è privo di tagli. Quindi è possibile disfarlo e ricucirlo con facilità: una nuova creazione con tessuto integro prende vita. Questo grazie anche tecniche sartoriali più snelle; i tempi di lavorazione vengono ridotti notevolmente”. Leggiadra la sposa avvolta nel pizzo in maglia di lino color avorio.







BARBARA BRAGHIN